VILLA BAGLIONI

VILLA BAGLIONI
L'attuale Villa Baglioni di Massanzago fu fatta erigere verso la fine del XVII secolo dall'aristocratico veneziano Alvise Lombardo.Sebbene l'architetto che diresse la costruzione della fabbrica rimanga ignoto,è tuttavia possibile dare termine ante quem per la consegna del nuovo edificio alla famiglia Lombardo,ascrivendolo presumibilmente agli anni ottanta del 1600, come testimonierebbe l'iscrizione posta sulla campana del piccolo oratorio che chiude il prospetto orientale della villa :MDCLXXXVI .Il palazzo di Massanzago rimase inalterato nelle mani delle figlie di Alvise Lombardo.Lucietta e Lucrezia,che ne godettero comunemente fino al 1718. Fu in quell'anno,infatti, che Giovanni Battista Baglioni (1659-1724),erede della ricca famiglia di librai e stampatori di origine lombarda trasferitasi a Venezia,entro' in possesso della residenza dominicale dalle sorelle Lombardo,due anni dopo l'acquisto del titolo di conte a seguito dell'ormai consueto,cospicuo esborso di ducati alla Serenissima Repubblica di Venezia, impegnata in quel periodo in costose guerre contro l'Impero Ottomano. Dell'aspetto esterno della villa nel periodo che precedette il suo innalzamento di un piano per volontà dei nobili Baglioni permane un documento eccezionale per importanza iconografica e valore artistico qual'è l'olio su tela di Luca Carlevarijs,in cui il maestro friulano ritrae l'arrivo dei conti nella loro nuova residenza di villeggiatura.L'impegno che i Baglioni dedicarono a dare alla loro dimora di campagna l'immagine di una lussuosa villa gentilizia continuo' per diversi anni per opera soprattutto di Giovanni Battista Baglioni,che tra il 1718 e il 1720 fece innalzare la villa e affrescare il salone nobile al primo piano dal piu'promettente fra i giovani artisti del tempo,Giambattista Tiepolo,e del figlio Giovanni Antonio Baglioni (1705-1754),che porto' al massimo splendore il giardino e il parco a meridione della villa e abbelli' il pianterreno del corpo centrale con gli affreschi e gli stucchi di gusto rococo' eseguiti verso la metà del Settecento da Antonio Zucchi. E' questo il periodo di maggiore prestigio per villa Baglioni,visitata,tra gli altri,dal commediogrofo veneziano Carlo Goldoni,che celebra con alcuni versi in ottava il matrimonio di Caterina Baglioni con Lorenzo Minelli,elogiando la monumentale dimora di villeggiatura e lo scenografico giardino all'italiana come uno dei piu' significativi risultati della civiltà delle ville venete: Seguito a dir Sta Casa gh'ha in campagna Una delizia detta Massanzago: In Italia,in Germania,in Franza,in Spagna Fursi un logo no gh'è piu' ameno e vago. Mi almanco non ho visto la compagna Ai viali, ai verdi, a le cedrere, al lago. Intorno alla prima metà dell'Ottocento,pero',una forte crisi nel settore dell'editoria porto' lentamente i conti Baglioni incontro al declino, unitamente al prestigio e alla ricchezza del casato nobiliare. La difficile situazione economica e gli ingenti debiti in cui i nobili si trovavano a versare agli inizi del nuovo secolo li costrinse infatti ad alienare dapprima gli appezzamenti terrieri, per poi intaccare le stesse proprietà immobiliari. A partire dal 1919 Cecilia Baglioni, erede del padre Giovanni Antonio, comincio' a vendere gradualmente la villa di Massanzago a Pietro Malvestio,già affittuario dei conti; analoga sorte tocco' al palazzo veneziano in parrocchia San Cassiano, che rimase di proprietà dei Baglioni fino al 1919. Pochi anni piu' tardi,il signor Malvestio decise di vendere il corpo centrale, l'ala a oriente e parte del parco della villa,già ridotto nelle sue dimensioni e nel suo originario sfarzo settecentesco, al Comune di Massanzago per la somma di centomila lire. Fu l'inizio di un graduale declino della villa, che si trovo' a fungere da abitazione privata, scuola locale e ospedale militare durante i conflitti bellici della Seconda Guerra Mondiale, con conseguente smembramento dei saloni interni in funzione delle nuove esigenze .

Note

Informazioni su costo biglietto e disposizioni di accesso: Ufficio Cultura Parco ad ingresso gratuito al parco.

Servizi

  • ASSENZA DI BARRIERE ARCHITETTONICHE
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